Tesori della Chiesa

Che il primo uovo di Fabergé sembrava, realmente, un uovo?

Nella Pasqua del 1885, lo zar di Russia, Alessandro III, commissionò a un ingegnoso gioielliere di origine francese stabilitosi a San Pietroburgo, il compito di realizzare un regalo per la zarina Maria Feodorovna

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L‘uovo del 1885, esposto nel Museo Fabergé di San Pietroburgo

Nella Pasqua del 1885, lo zar di Russia, Alessandro III, commissionò a un ingegnoso gioielliere di origine francese stabilitosi a San Pietroburgo, il compito di realizzare un regalo per la zarina Maria Feodorovna. L’artista, di nome Peter Carl Fabergé, decise di seguire il costume popolare, elaborando un geniale e incantevole gioiello: un uovo smaltato in bianco, di aspetto simile a un uovo di gallina naturale. Tuttavia, quando aperto, si stacca da questo una gemma di oro puro, dentro la quale si trova una delicata gallina dello stesso materiale, con scintillanti occhi di rubini; questa gallinella, a sua volta, contiene una minuscola replica, in diamante, della corona imperiale.

Il regalo conquistò la simpatia della coppia e diede inizio alla famosa collezione di gioielli che avrebbero dovuto segnare la storia dell’oreficeria. Ogni anno, Fabergé si vedeva in obbligo di sorprendere l’aspettativa dei monarchi presentando un altro uovo di Pasqua inatteso e ugualmente prezioso. Lo zar affrontava le spese. Si fissò così la tradizione e, morto Alessandro III, suo figlio, Nicola II, continuò a commissionare le attese uova di Fabergé. In tutto furono 50 le uova di Pasqua imperiali. Sono opere squisite che elevano un po’ tutta l’umanità e quindi il loro valore è incalcolabile.

(Rivista Araldi del Vangelo, Agosto/2015, n. 148, p. 38 – 39)