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L’incommensurabile misericordia di Dio


Ritorno del figliol prodigo - Murillo

«Tanti anni fa – racconta Don Orione -, predicavo le missioni a Castelnuovo Scrivia (AL). La misericordia di Dio è più grande del cielo, è più grande del mare; la misericordia di Dio è più grande dei nostri peccati.


Era arrivata l’ultima sera di predicazione. Avevo parlato sulla confessione. Durante la predica, non so neppure io come, dissi: Se anche qualcuno avesse messo il veleno nella scodella di sua madre e l’avesse così fatta morire, se è veramente pentito e se ne confessa, Dio, nella sua infinita misericordia, è disposto a perdonargli il suo peccato.


Finita la predica mi fermai a confessare fino a mezzanotte. Benché stanco, mi avviai sulla strada che da Castelnuovo Scrivia viene a Tortona. Il tempo era pessimo: si era d’inverno, nevicava e all’intorno era tutto coperto di neve.


Avvolto nel mio mantello, uscii dal paese. Ed ecco, fuori dal paese, vedo muoversi davanti a me un’ombra nera, che si avvicinava. Era un uomo avvolto in un tabarro, con il capello calato sulla testa. Sembrava aspettare qualcuno. Mi accorsi che l’atteso ero io. Un certo timore l’avevo. Lo salutai per primo:


– Buona notte, brav’uomo. Qualche momento dopo, quello disse:

– Reverendo, lei è don Orione? È lei che ha predicato in Chiesa stasera?

– Sì, brav’uomo. Sì.

– Ecco, vorrei sapere se quello che ha detto questa sera è proprio vero.

– Ma sicuro! Credo di non aver detto nulla che non si trovi nel Vangelo.

– Io ero alla predica... Ma lei crede proprio a quello che ha detto?

– Quello che predico- risposi - lo credo e, se non lo credessi, non lo predicherei.

– Vorrei sapere - insistette l’altro - se è proprio vero che se anche uno avesse messo il veleno nella scodella di sua madre, potrebbe essere ancora perdonato.

Non mi ricordavo proprio di aver detto quelle parole, tuttavia gli dissi:

– Ma sì che è vero. Basta che sia veramente pentito, domandi perdono al Signore e si confessi; qualunque peccato, per quanto grosso sia, sarà perdonato; per lui c’è misericordia e perdono.

– Allora, disse, io sono proprio quello che ha messo il veleno nella scodella di mia madre. Vi era discordia fra mia moglie e mia madre, ed io ho ucciso mia madre. Posso ottenere perdono?

E si mise a piangere. Mi raccontò la sua storia, e poi mi si gettò ai piedi:

– Padre mi confessi, mi confessi: io sono proprio quello della scodella. Poi soggiunse:

– Da quel momento non ho avuto più pace... Sono tanti anni. Da allora non mi sono più confessato.

– Ebbene... – gli dissi subito, confortandolo – per l’autorità ricevuta da Dio, io vi posso rimettere questo peccato.


Mi avvicinai ad un paracarro, levai il cappello di neve che c’era sopra; anche per terra spazzai un po’ di neve e... Venite qua - dissi, sedendomi sul paracarro -: confessate tutte le vostre colpe; confessate anche quel peccato di aver messo il veleno nella scodella di vostra madre.


Si inginocchiò e poi si confessò piangendo e gli diedi l’assoluzione. Poi si alzò e mi abbracciava e stringeva, sempre piangendo, e non sapeva staccarsi, tanta era la consolazione da cui era inondato. Anch’io piansi e lo baciai in fronte e le mie lacrime si confondevano con le sue. Ripresi il cammino e arrivai a Tortona tutto bagnato. Quella notte mi levai le scarpe e mi gettai sul letto, e sognai... Che cosa sognai? Sognai il cuore di Gesù Cristo; sentii il cuore di Dio, quanto è grande la misericordia di Dio» (Parola VII, 21-22; XI, 234-235).


Fonte: Giornalino Madonna di Fatima - agosto 2023

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